L’acqua Sant’Anna puzza, viene ritirata dal mercato

 Dopo Auchan che l’ha ritirata nei giorni scorsi, anche Simply ha deciso di ritirarla e porla via dai propri scaffali, in quanto puzzerebbe. Secondo alcuni clienti che hanno acquistato la bottiglia di acqua Sant’Anna da un litro e mezzo, questa puzzerebbe e secondo i clienti, appena aperta, emanerebbe un cattivo odore, è “ipotizzata” una “possibile perchè facile alterazione organolettica”

Il lotto incriminato riporta la sigla L7012NOH, in scadenza il 15 gennaio del 2019, e si invitano gli acquirenti «a restituire al punto di vendita eventuale merce acquistata non ancora consumata».

Ma è davvero sicuro e salubre consumare acqua imbottigliata ?

La Dottoressa Biologa Nutrizionista Rosalia  Ciorciaro :

Acqua fonte di vita e benessere, ricopre circa i 5/7 della superficie terrestre ed è risorsa indispensabile per la vita di ogni essere vivente, ma anche per garantire le attività produttive e la sopravvivenza del pianeta Terra.

L’acqua è il principale componente del corpo umano, rappresenta il  55-60%  del peso corporeo di un adulto e circa il 75% del neonato.

Il volume personale  da consumare durante la giornata può essere calcolato in 30ml per ogni chilo di peso corporeo. Più semplicemente bere un bicchiere di acqua ogni ora ci permette di avere una adeguata idratazione senza ricorrere all’uso della calcolatrice!

Visto l’importanza dell’acqua per il nostro organismo, non solo occorre bere molto, ma anche  bere acqua pura e pulita. Ed è a questo punto che nasce il dilemma: acqua del rubinetto o acqua in bottiglia?

La maggior parte degli italiani considera più sicura l’acqua minerale (per intenderci quella in  bottiglia). In Italia ci sono circa 200 fonti e circa 300 marche di acque minerali per un giro di affari di 2 miliardi di euro l’anno, ne  vengono imbottigliate circa 12 miliardi di litri, per un  utilizzo di 6 miliardi di bottiglie di plastica (PET polietilene pereftalato, derivato dal petrolio), si tratta di 480 mila tonnellate di plastica con conseguente aggravamento di inquinamento ambientale con  un incremento, in atmosfera,  di 624 mila tonnellate di anidride carbonica. Per non parlare del costo che affronta una famiglia che si rivolge al consumo dell’acqua in bottiglia, si stima che la differenza di prezzo sia persino 1000 volte maggiore rispetto alla stessa quantità di acqua consumata dal rubinetto di casa.

Ma cos’è un acqua minerale?  E’ un acqua che per le sue caratteristiche chimico-fisiche deve essere imbottigliata nello stesso luogo dove sgorga senza subire alcun trattamento di miglioramento, salvo che aggiungere anidride carbonica o toglierla qualora ve ne sia troppa, oppure può essere trattata con aria arricchita di ozono  per eliminare l’eccesso di alcuni minerali come ferro e manganese che, altrimenti, darebbero sapore particolare all’acqua, anche se, quasi sempre, questo ultimo trattamento è effettuato per abbassare la quantità di arsenico presente nell’acqua.

L’arsenico è classificato dall’Iarc (agenzia internazionale per la ricerca del cancro) sicuramente cancerogeno, ma non è obbligatorio scrivere in etichetta la quantità di arsenico presente purchè non si supera 0,010mg/l, quindi possiamo trovarci di fronte ad un tipo di acqua ch,e non ne contiene e un’altra che ne contiene poco al di sotto della quantità stabilita e noi  consumatori non possiamo scegliere!!!

Lo stesso dicasi per tutti  gli altri elementi presenti in tracce come  uranio, alluminio, berillio, fluoro e altre sostanze potenzialmente nocive come nitrati. Sarebbe opportuno avere etichette più complete e più chiare  e controlli più restrittivi e severi per dare al consumatore la dovuta sicurezza. Inoltre,  ulteriore attenzione va posta durante il trasporto, la conservazione e lo stoccaggio, infatti se le bottiglie vengono lasciate ad alte temperature o, peggio, sottoposte a radiazioni solari, il Pet (il costituente di circa il 76 per cento delle bottiglie di acqua minerale naturale) può cedere sostanze come acetaldeide e formaldeide che sono cancerogene e altre come  il bisfenolo A. Questo è un interferente endocrino, cioè una sostanza in grado di interagire con il nostro sistema ormonale, e  alterare il sistema immunitario, la funzione tiroidea e avere effetti negativi soprattutto sui bambini.

La maggior parte degli italiani pensa che l’acqua  potabile, cioè quella che arriva direttamente dal rubinetto di casa nostra,  non sia igienicamente sicura e che sia di qualità inferiore alle acque minerali. Ma non è vero. L’acqua del rubinetto è sicura, ne garantiscono  la qualità i numerosi controlli che vengono eseguiti ogni anno su campioni di acqua per fare analisi su decine di parametri previsti dalla normativa.

Le analisi vengono eseguite in parallelo dagli enti di controllo (Asl e Agenzie regionali protezione ambiente) e dal gestore del servizio idrico, utilizzando anche sofisticate tecnologie che permettono il monitoraggio in tempo reale di alcuni parametri fondamentali per la potabilità dell’acqua.  Al palato può risultare più pesante e con un odore di cloro più persistente, ma questo non può far dubitare della sua sicurezzas infatti, la presenza del cloro indica che l’acqua è  batteriologicamente pura.