A Pomicino i soldi della Tangenziale di Napoli, denunciato alla ” UE “

Un’ interrogazione sulla questione, a firma di Elisabetta Gardini, europarlamentare e capo delegazione di Forza Italia in Europa e di Fulvio Martusciello, europarlamentarmaxresdefault-3e, e’ stata presentata al commissario per la concorrenza dell’Unione Europea, Vestager.
“Una anomalia che non si ritrova in Europa – si legge nell’interrogazione – dove tutti gli anelli intorno alle città non hanno pedaggio. E’ ovvio che tutti i lavoratori della città di Napoli o che entrano a Napoli sono sfavoriti rispetto a chi vive in altre città di Europa. Un balzello che pesa sulle tasche dei cittadini e che non trova alcuna giustificazione in una concessione che andrebbe cancellata hanno dichiarato i due europarlamentari azzurri. Siamo certi che l’interrogazione aprira’ una procedura di infrazione e prima o poi il pagamento del balzello sarà cancellato – ha concluso Martusciello.

La tangenziale di Napoli, ricordiamolo,
ufficialmente denominata autostrada A56, prende vita il 31 gennaio 1968 quando venne firmata una convenzione tra l’ANAS e Infrasud, del gruppo IRIItalstat, per la costruzione ed il successivo affidamento della gestione per 33 anni del percorso viario. L’intera arteria fu costruita con capitali al 70% Iri, 15% Sme, 15% Banco di Napoli.[5]. Progettata da Spea e realizzata daItalstrade,[6] il costo dell’opera venne stimato in 46 miliardi di lire.  Paolo Cirino Pomicino, ex ministro della Democrazia Cristina durante gli anni di Andreotti è l’attuale presidente della società per azioni del gruppo Atlantia (azionista principale la famiglia Benetton), la società che gestisce la Tangenziale di Napoli.

Il pedaggio sarebbe dovuto servire a ripagare le spese di costruzione dell’opera, realizzata con capitale interamente privato, e rimanere, in seguito a un accordo con l’ANAS, fino al 2001, ma è rimasto ancora, senza motivazioni ufficiali, per 7 anni, dal 2001 al 2008. Nel 2008 poi,  è stato firmato un nuovo accordo ed  ora ufficialmente, il pedaggio  dovrebbe restare ancora non si sa per quanto tempo, perchè i fondi  derivanti dal pedaggio, che ammontano a circa 6 milioni di euro al mese servirebbero a finanziare gli interventi, concordati dalla società di gestione della tangenziale, in zona ospedaliera.